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Economia circolare e sostenibilità ambientale, pubblicato il report della PACE: ma l’Italia è davvero pronta?  Chiariamo il concetto di economia circolare

Si stima che dei 100 miliardi di tonnellate di risorse che il mondo utilizza ogni anno, solo circa il 9% venga reimmesso nella nostra economia: si intuisce quindi che oltre il 90% di ciò che produciamo va sprecato. Ciò deriva dagli strascichi dei secoli scorsi, quando la disponibilità di materie prime era molto elevata, consentendo di sviluppare il concetto di “#economia lineare”: ovvero prendere materie prime, trasformarle per renderle utilizzabili e poi procedere allo smaltimento una volta esaurito il loro ciclo vitale.
Questo modello di “#take, make and dispose” che ha contribuito al rapido sviluppo della civiltà umana, è uno dei maggiori responsabili del #riscaldamento globale, oltre a essere causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse, della perdita di habitat naturali e della “#zuppa di plastica”, ovvero l’insieme di rifiuti di plastica e #microplastiche che galleggiano ormai ovunque nel mondo
L’aumento demografico esponenziale e l’arrivo allo standard di consumatore moltiplicato di quasi 10 volte quello che era anche solo pochi decenni fa fa pesare – oltre all’impatto ambientale – anche la scarsità di queste materie Conseguentemente l’economia circolare diventa una strada in qualche modo obbligata e i rifiuti perdono il significato di peso e acquistano quello di  opportunità. Riusare, recuperare e rigenerare anche ciò che sembra uno scarto. Dove tutto ha una #seconda vita. Ma anche più di due.

Ma come può l’economia circolare contribuire a combattere la crisi climatica? 
Il report della #PACE (Platform for Accelerating the Circular Economy) propone nove azioni concrete da attuare nell’immediato per far si che l’economia circolare possa essere efficace:

  • Modificare i modelli di consumo
  • Stimolare la circolarità dei prodotti fin dalla fase di progettazione
  • Incorporare la circolarità nella filiera produttiva
  • Integrare le strategie di economia circolare nelle politiche e nei piani nazionali sul clima
  • Incentivare le riduzioni transfrontaliere delle emissioni di gas serra
  • Collegare le metriche dell’economia circolare agli impatti dei cambiamenti climatici
  • Aumentare la trasparenza e la comparabilità delle metodologie
  • Applicare una valutazione d’impatto sistemica e specifica per rendere consapevole il processo decisionale
  • Continuare a studiare il ruolo dell’economia circolare nell’adattamento ai cambiamenti climatici
    Le maggiori aree di intervento sono state riconosciute nei settori:
  • Alimentazione
  • Trasporti
  • Edilizia
  • Plastica
  • Elettronica
  • Tessile

Ma l’#Italia è davvero pronta per tutto ciò?
Gli investimenti ci sono, così come l’interesse. Ma per una totale transizione da economia lineare a circolare servono ulteriori sforzi. Nel 2022 le aziende che hanno adottato pratiche di riciclo (soprattutto di componenti) sono quasi il 60%. Ma fra coloro che non hanno ancora adottato pratiche di economia circolare il 65% ha dichiarato di non essere interessato ad attivare pratiche sostenibili di propria spontanea volontà nel prossimo futuro. Siccome l’#UE si sta muovendo da tempo per uno #zero net entro il 2050 quasi sicuramente ci si aspetta una normativa più stringente a livello europeo, che coinvolga tutti per il benessere del pianeta. #there’snoplanetB

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✅ A cura dell’ufficio italiano di Pangea Studio Associato
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