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	<title>Non categorizzato Archivi | Studio Pangea</title>
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	<title>Non categorizzato Archivi | Studio Pangea</title>
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		<title>Beni strumentali, il mercato in altalena: l&#8217;export è la bussola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Editor Contenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ordini italiani crollano in attesa degli incentivi, quelli esteri reggono meglio. Per le PMI meccaniche è il momento di non spegnere i motori oltreconfine. Negli ultimi 18 mesi chi produce macchine in Italia ha visto la domanda interna salire e scendere come poche volte prima. I dati del primo semestre 2026 lo mostrano chiaramente: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Gli ordini italiani crollano in attesa degli incentivi, quelli esteri reggono meglio. Per le PMI meccaniche è il momento di non spegnere i motori oltreconfine.</strong></h3>
<p>Negli ultimi 18 mesi chi produce macchine in Italia ha visto la domanda interna salire e scendere come poche volte prima. I dati del primo semestre 2026 lo mostrano chiaramente: la tentazione di &#8220;restare a casa&#8221; quando arrivano gli incentivi è comprensibile, ma è una scommessa rischiosa.</p>
<h2><strong>Cosa dicono i numeri</strong></h2>
<p>La rilevazione congiunturale di Federmacchine copre sei associazioni (Acimac, Acimall, Amaplast, Federtec, Ucima e Ucimu), che valgono oltre tre quarti del settore. Nel primo semestre 2026 gli ordini sono scesi dell&#8217;1,8% sull&#8217;anno precedente, soprattutto per il mercato domestico, arretrato del 9,2%, mentre la domanda estera è cresciuta dell&#8217;1,8%. Il secondo trimestre ha confermato la tendenza: tra aprile e giugno gli ordini sono calati del 4%, con l&#8217;interno a -10,5% e l&#8217;estero in lieve flessione (-0,7%).</p>
<p>Le macchine utensili mostrano l&#8217;oscillazione più ampia. Nel 2025 gli ordini UCIMU erano cresciuti del 3,1%, trainati dal mercato interno (+38,9%), mentre l&#8217;estero arretrava del 9,4%. Poi il quadro si è ribaltato: nel primo trimestre 2026 gli ordini esteri sono saliti del 28,9% e quelli interni sono scesi del 28,8%. Nel secondo trimestre la frenata ha toccato entrambi i fronti. L&#8217;indice è sceso del 25,8%, con l&#8217;estero a -15,3% e soprattutto il domestico a -38,7%.</p>
<h2><strong>Perché succede</strong></h2>
<p>La causa principale non è una crisi della domanda italiana, ma l&#8217;attesa. Molte imprese hanno rinviato gli acquisti aspettando i chiarimenti sull&#8217;iperammortamento, diventato pienamente operativo solo il 12 giugno 2026. I segnali di ripartenza ci sono già: al 9 luglio il MIMIT contava 7.000 comunicazioni sulla piattaforma GSE, per un valore di 2,5 miliardi.</p>
<p>L&#8217;automazione segue una dinamica simile. Le imprese del panel ANIE, che rappresentano il 90% del mercato, prevedono per il 2026 una crescita di circa il 5%, grazie al rinnovo triennale di Transizione 5.0. Sullo sfondo resta però una domanda aperta: il segretario di ANIE Automazione Marco Vecchio si è chiesto come mantenere i risultati quando i fondi finiranno.</p>
<h2><strong>Cosa significa per una PMI meccanica</strong></h2>
<p>Il rischio è ripetere l&#8217;errore del 2025: concentrare commerciale e capacità produttiva sul mercato italiano &#8220;drogato&#8221; dagli incentivi e trascurare i clienti esteri. Quando l&#8217;incentivo si esaurisce, i clienti esteri non si ritrovano dall&#8217;oggi al domani.</p>
<p>L&#8217;export non è una rotta senza scogli. A giugno 2026 le esportazioni italiane di beni strumentali verso i Paesi extra-UE sono calate dell&#8217;8,7% su base annua. Sul fronte dazi, per molti macchinari la situazione americana resta complessa. Dal 2 aprile 2026 i derivati con un contenuto significativo di acciaio, alluminio o rame pagano il 25%, ma alcune categorie di macchinari ad alta intensità di metallo godono di un&#8217;aliquota ridotta al 15% fino al 31 dicembre 2027.</p>
<p>Il quadro generale però incoraggia chi resta presente. Nel primo semestre 2026 l&#8217;export italiano di beni ha raggiunto 337,2 miliardi (+4,5%), con una crescita omogenea verso l&#8217;UE (+4,6%) e verso i Paesi extra-UE (+4,4%). Anche la meccanica varia ha mostrato dove si trovano le opportunità: nel 2025 il suo export è cresciuto del 3,2%, trainato dagli Stati Uniti (+12,3%) e da mercati come Arabia Saudita ed Emirati. Lo conferma su scala locale il caso di Massa-Carrara. Secondo i dati camerali ripresi da ANSA e TGRegione, l&#8217;export della provincia è salito del 74,9% nel primo semestre grazie alle grandi commesse di macchinari per l&#8217;industria.</p>
<p><img decoding="async" src="https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2026/09/image1-10.jpg" alt="" /></p>
<h2><strong>Cinque indicazioni operative</strong></h2>
<p><strong>1. Separa i due binari.</strong> Metti a budget l&#8217;effetto iperammortamento come ricavo straordinario, non strutturale. Il piano export deve reggere anche senza incentivi.</p>
<p><strong>2. Proteggi la capacità per i clienti esteri.</strong> Quando gli ordini italiani ripartiranno tutti insieme, i tempi di consegna si allungheranno. Concorda slot produttivi e date di consegna con i clienti esteri prima che il reparto si riempia.</p>
<p><strong>3. Rifai i conti sui dazi USA prodotto per prodotto.</strong> La soglia di contenuto metallico e l&#8217;aliquota agevolata del 15% cambiano il prezzo finale da codice a codice. Una verifica doganale sulle tue voci può restituire margine.</p>
<p><strong>4. Usa gli strumenti di rischio per i mercati del Golfo e dell&#8217;Asia.</strong> SACE ha appena lanciato &#8220;Export in Rete&#8221;, un roadshow per PMI e mid-cap che offre protezione dei rischi, garanzie, factoring, analisi dei mercati e business matching.</p>
<p><strong>5. Incontra buyer qualificati senza viaggiare.</strong> Il 30 settembre, a Brescia, gli ANIMA Export Days porteranno oltre 40 buyer selezionati da ICE in più di 20 Paesi. A novembre è in agenda SPS Norimberga, dal 24 al 26, dove l&#8217;intelligenza artificiale industriale arriva sugli stand come prodotto concreto.</p>
<h2><strong>Lo sguardo al medio periodo</strong></h2>
<p>L&#8217;iperammortamento dà alle imprese italiane un orizzonte lungo, fino a settembre 2028, e questa è una buona notizia per la programmazione. Il settore ha però imparato che il mercato interno si muove al ritmo delle norme, mentre la domanda estera si muove al ritmo delle relazioni costruite nel tempo. Il presidente UCIMU Riccardo Rosa ha ricordato che gli investimenti persi con l&#8217;automotive non possono essere compensati da settori come difesa, aerospazio ed energia. Per questo diversificare mercati e clienti non è un&#8217;opzione ma una polizza. Le imprese che nei prossimi dodici mesi useranno gli incentivi per finanziare la crescita in Italia, senza togliere risorse all&#8217;estero, arriveranno al 2028 con due motori accesi invece di uno.</p>
<p><strong>Studio Pangea</strong> affianca le aziende nella selezione dei mercati, nella valutazione dei rischi e nella costruzione di strategie export finanziabili e sostenibili. Scrivici a info@studio-pangea.com.</p>
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		<title>Crisi del Golfo e Mar Rosso: cosa cambia ora per le imprese italiane</title>
		<link>https://studio-pangea.com/crisi-del-golfo-e-mar-rosso-cosa-cambia-ora-per-le-imprese-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Editor Contenuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; ( Courtesy of ISPI ) In 60 secondi: cosa cambia davvero Il rischio per le imprese non è più concentrato soltanto sullo Stretto di Hormuz. A settembre la pressione si è allargata al Bab el-Mandeb e al Mar Rosso, mentre attacchi hanno interessato anche infrastrutture energetiche saudite. Il traffico visibile a Hormuz resta molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>( Courtesy of ISPI ) </em></p>
<h2><strong>In 60 secondi: cosa cambia davvero</strong></h2>
<p>Il rischio per le imprese non è più concentrato soltanto sullo Stretto di Hormuz. A settembre la pressione si è allargata al <strong>Bab el-Mandeb e al Mar Rosso</strong>, mentre attacchi hanno interessato anche infrastrutture energetiche saudite. Il traffico visibile a Hormuz resta molto inferiore ai livelli prebellici, anche se una parte delle petroliere transita con i sistemi di identificazione spenti: questo rende più difficile capire in tempo reale quanto il corridoio sia realmente utilizzabile.</p>
<p>Per un&#8217;impresa italiana questo non significa “fermare il Medio Oriente”. Significa invece smettere di considerare <strong>rotta, nolo, assicurazione e pagamento come condizioni fisse</strong>: vanno verificati prima di ogni spedizione importante. Anche il petrolio, pur essendo sceso verso quota 100 dollari sulla speranza di progressi diplomatici, continua a incorporare una forte componente geopolitica.</p>
<h2><strong>Cosa è cambiato: il riferimento al nostro pezzo di luglio</strong></h2>
<p>Nel nostro aggiornamento di luglio il punto centrale era già chiaro: una nave che può fisicamente transitare non è necessariamente una spedizione assicurabile, finanziabile e conforme alle sanzioni. Quel ragionamento resta valido.</p>
<p>Oggi, però, il problema operativo è più ampio: <strong>Hormuz e Bab el-Mandeb possono creare criticità contemporaneamente</strong>. L&#8217;avanzata Houthi lungo la costa yemenita e verso aree strategiche del Mar Rosso ha riportato il rischio sulla rotta Suez-Asia proprio mentre Hormuz continua a funzionare in modo irregolare. L&#8217;Italia sta infatti preparando misure navali per aumentare la sicurezza dei mercantili italiani nel Bab el-Mandeb.</p>
<p><img decoding="async" src="https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2026/09/image1-6.jpg" alt="" /></p>
<h2><strong>Mappa operativa aggiornata</strong></h2>
<p>La mappa ISW/CTP del <strong>20 settembre</strong> mostra il controllo del territorio nelle province yemenite di Hudaydah, Taiz e Lahij, cioè l&#8217;area terrestre che condiziona direttamente la sicurezza del Bab el-Mandeb. <a href="https://understandingwar.org/map/control-of-terrain-in-hudaydah-taiz-and-lahij-governorates-as-of-september-20-2026-at-1200-pm-et/?utm_source=chatgpt.com">Mappa ISW/CTP aggiornata al 20 settembre 2026</a></p>
<p>Per l&#8217;impresa la mappa aiuta a capire perché il rischio non riguarda solo “una nave attaccata”, ma la capacità degli attori locali di esercitare pressione continuativa sulle rotte commerciali.</p>
<h2><strong>Tre scenari</strong></h2>
<h3><strong>0–90 giorni: transiti possibili, ma a intermittenza</strong></h3>
<p><strong>Probabilità qualitativa: alta.</strong> I fattori scatenanti sono nuovi incidenti contro navi, infrastrutture saudite o un ulteriore stallo diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Hormuz continuerebbe a funzionare parzialmente, mentre il Mar Rosso potrebbe alternare aperture e fasi di maggiore cautela.</p>
<p>Per manifatturiero e prodotti agricoli significa soprattutto tempi meno prevedibili; per i servizi, maggior cautela su trasferte e attività in loco. <strong>Cosa fare:</strong> prima di caricare la merce, ottenere conferma scritta da spedizioniere, assicuratore e banca che quella specifica rotta e quelle controparti siano accettabili. Non basta avere un contratto già firmato.</p>
<h3><strong>90–180 giorni: possibile de-escalation, ma senza ritorno immediato alla normalità</strong></h3>
<p><strong>Probabilità qualitativa: media.</strong> Un accordo su Hormuz, minori attacchi nel Mar Rosso e il pieno recupero delle vie alternative saudite ridurrebbero la tensione. Tuttavia noli, assicurazioni e controlli bancari potrebbero rimanere più onerosi.</p>
<p>La decisione da preparare è quindi una <strong>doppia soluzione logistica</strong>: sapere già quanto costa e quanto tempo richiede spedire via Suez oppure deviare, evitando di cercare un&#8217;alternativa quando la crisi è già esplosa.</p>
<h3><strong>Oltre 360 giorni: il rischio geopolitico entra nel normale costo di fare affari</strong></h3>
<p><strong>Probabilità qualitativa: media.</strong> Se non emergerà un sistema regionale stabile per Hormuz e Mar Rosso, le imprese dovranno incorporare strutturalmente maggiore volatilità nei rapporti con il Golfo.</p>
<p>Questo significa valutare magazzini regionali, più fornitori, più banche utilizzabili e contratti che consentano di trasferire almeno parte degli aumenti di energia, noli e assicurazioni al prezzo finale.</p>
<h2><strong>Impatti trasversali per imprese italiane</strong></h2>
<p><strong>Export.</strong> I controlli statunitensi sulle reti finanziarie, marittime e logistiche legate all&#8217;Iran sono aumentati, mentre restano in vigore le misure UE relative anche alla libertà di navigazione a Hormuz. Nel concreto, la banca può chiedere informazioni aggiuntive su beneficiario effettivo, nave, intermediari e banca corrispondente prima di autorizzare un pagamento.</p>
<p><strong>Investimenti.</strong> Non significa bloccare i progetti nel Golfo, ma ridurre l&#8217;irreversibilità: dividere l&#8217;investimento in fasi, collegare le tranche a condizioni precise e prevedere clausole su cambio normativo, trasferimento dei fondi e forza maggiore.</p>
<p><strong>Catena di fornitura.</strong> Preparare una rotta alternativa prima che serva. Per le merci urgenti può significare combinare mare e aereo; per quelle meno urgenti, conoscere in anticipo costi e tempi della deviazione.</p>
<p><strong>Energia e materie prime.</strong> Non guardare solo il Brent. S&amp;P segnala che le perturbazioni del Golfo stanno modificando anche disponibilità di determinate qualità di greggio, noli e premi logistici: quindi il prezzo dell&#8217;energia industriale può rimanere volatile anche quando il petrolio scende per qualche seduta.</p>
<h2><strong>Decisioni consigliate nelle prossime 2 settimane</strong></h2>
<ol>
<li><strong>Classificare gli ordini MENA per urgenza e margine:</strong> capire quali consegne possono assorbire una deviazione e quali no.</li>
<li><strong>Chiedere all&#8217;assicuratore cosa è realmente coperto:</strong> non solo “siamo assicurati”, ma guerre, deviazioni, franchigie ed esclusioni della rotta concreta.</li>
<li><strong>Far validare il pagamento prima della spedizione:</strong> cliente, proprietà effettiva, banca e intermediari.</li>
<li><strong>Ridurre la validità dei preventivi:</strong> evitare di garantire per mesi noli o costi energetici che possono cambiare rapidamente.</li>
<li><strong>Preparare una rotta B e scorte selettive:</strong> proteggere solo materiali realmente critici, evitando di immobilizzare capitale in magazzino senza necessità.</li>
</ol>
<h2><strong>Indicatori da monitorare</strong></h2>
<p>Hormuz: transiti e incidenti indicano l&#8217;effettiva accessibilità; Bab el-Mandeb: attacchi e controllo costiero misurano il rischio Suez; oleodotto Est-Ovest saudita: misura la capacità di aggirare Hormuz; premi assicurativi e noli: mostrano il rischio percepito dagli operatori; Brent, diesel e GNL: anticipano pressioni sui costi; nuove liste OFAC e UE: possono bloccare pagamenti o controparti; avvisi sulle rotte aeree: incidono su trasferte e servizi; colloqui USA-Iran-Golfo-Oman: possono modificare rapidamente il premio geopolitico.</p>
<h2><strong>Operativamente</strong></h2>
<p>Se vuoi supporto per identificare <strong>quale sia l&#8217;impatto sulla tua azienda</strong>, Pangea Studio Associato può analizzare Paesi, clienti, rotte, banche, condizioni di pagamento e alternative logistiche, trasformando il rischio geopolitico in una matrice operativa: <strong>spedire, attendere, cambiare rotta o modificare le condizioni commerciali</strong>. Contatto: <strong>info@studio-pangea.com</strong>.</p>
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		<title>A gennaio export cresce ma i saldi vengono azzerati dai costi dell’energia </title>
		<link>https://studio-pangea.com/a-gennaio-export-cresce-ma-i-saldi-vengono-azzerati-dai-costi-dellenergia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 16:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovi dati export e import di Gennaio 2022 A gennaio 2022, l’export cresce su base congiunturale mentre si registra una flessione dell’import, spiegata soprattutto dal calo degli acquisti di beni strumentali Nel mese di gennaio 2022, si stima una crescita congiunturale delle esportazioni fino al 5,3%. Per contro i saldi sono penalizzati dall’aumento esponenziale dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuovi dati export e import di Gennaio 2022</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A gennaio 2022, l’export cresce su base congiunturale mentre si registra una flessione dell’import, spiegata soprattutto dal calo degli acquisti di beni strumentali Nel mese di gennaio 2022, si stima una crescita congiunturale delle esportazioni fino al 5,3%. Per contro i saldi sono penalizzati dall’aumento esponenziale dei valori medi unitari all’import dei&nbsp; prodotti energetici (+124,9%).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="513" src="https://www.studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-17.13.22-1024x513.png" alt="" class="wp-image-6791" srcset="https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-17.13.22-1024x513.png 1024w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-17.13.22-300x150.png 300w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-17.13.22-768x385.png 768w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-17.13.22.png 1354w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le importazioni segnano una flessione congiunturale del 2,0%, determinata dal calo degli acquisti dall’area Ue (-4,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’import registra un incremento dell’11,1%, che coinvolge sia l’area Ue (+9,2%) sia l’area extra Ue (+13,5%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; A gennaio 2022, l’export aumenta su base annua del 22,6%, l’import del 44,5%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; A gennaio 2022, si registra un forte aumento tendenziale dei valori medi unitari:&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">export (+16,3%)&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">import (+34,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I volumi scambiati crescono del 5,5% per le esportazioni e del 7,6% per le importazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’aumento tendenziale dei valori medi unitari all’import è marcatamente più accentuato per gli acquisti dai paesi extra Ue (+52,1%)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="392" src="https://www.studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-16.42.41-1024x392.png" alt="" class="wp-image-6792" srcset="https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-16.42.41-1024x392.png 1024w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-16.42.41-300x115.png 300w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-16.42.41-768x294.png 768w, https://studio-pangea.com/wp-content/uploads/2022/03/Schermata-2022-03-25-alle-16.42.41.png 1406w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>IlSole24Ore: &#8220;Pangea Studio Associato, modello innovativo di business nel mondo&#8221;</title>
		<link>https://studio-pangea.com/sole24ore-pangea-studio-associato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 11:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[2021]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[il sole 24 ore]]></category>
		<category><![CDATA[pangea studio associato]]></category>
		<category><![CDATA[psa]]></category>
		<category><![CDATA[sole 24 ore pangea studio associato]]></category>
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		<category><![CDATA[su di noi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per il Sole24Ore il lavoro di Pangea Studio Associato è un modello &#8220;innovativo&#8221;. In uno spazio dedicato a Pangea Studio Associato a pagina 40 nel numero del 17 novembre il quotidiano scrive: &#8220;[…] Un modello di business nato completamente globale. Tradizionalmente dal paese di origine si va oltre confine per fare business. PSA fa il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://studio-pangea.com/sole24ore-pangea-studio-associato/">IlSole24Ore: &#8220;Pangea Studio Associato, modello innovativo di business nel mondo&#8221;</a> proviene da <a href="https://studio-pangea.com">Studio Pangea</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per il Sole24Ore il lavoro di Pangea Studio Associato è un modello &#8220;innovativo&#8221;.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In uno spazio dedicato a Pangea Studio Associato a pagina 40 nel numero del 17 novembre il quotidiano scrive: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;[…] Un modello di business nato completamente globale. Tradizionalmente dal paese di origine si va oltre confine per fare business. PSA fa il contrario con un asset organizzativo e operativo globale&#8221;.</p><p></p><cite><em>dal Sole 24 Ore</em></cite></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È posssibile recuperare l&#8217;articolo completo sul sito del Sole24Ore, seguendo questo <strong><em><a href="https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/?anno=2021&amp;day-from=01&amp;day-to=30&amp;mese=11&amp;giorno=17" target="_blank" rel="noreferrer noopener">link</a></em></strong>.</p>
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		<title>Commercio Estero e Prezzi Import &#8211; dati di settembre</title>
		<link>https://studio-pangea.com/commercio-estero-e-prezzi-import-dati-di-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 12:37:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MERCATI UE Esportazioni e importazioni in aumento nel terzo trimestre del 2021, nonostante il calo segnalato su base mensile tra agosto e settembre. La crescita trimestrale delle esportazioni (+2,8% rispetto al secondo trimestre) sopravvive alla flessione su base mensile dovuta al calo delle vendite verso l’area UE (-1,5%) e verso i mercati extra europei (-1,0%). [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading">MERCATI UE</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esportazioni e importazioni in aumento nel terzo trimestre del 2021, nonostante il calo segnalato su base mensile tra agosto e settembre.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita trimestrale delle esportazioni (+2,8% rispetto al secondo trimestre) sopravvive alla flessione su base mensile dovuta al calo delle vendite verso l’area UE (-1,5%) e verso i mercati extra europei (-1,0%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su base annuale, di contro, la crescita delle esportazioni risulta essere pari al +10,3%, con un contributo delle vendite extra UE del +5,2% e di quelle verso il mercato europeo del +15,0%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I mercati verso cui le esportazioni hanno segnato un incremento maggiore su base annuale sono stati quello tedesco (+12,5%), Spagna (+21,4%), (+27,5%) e Francia (+8,8%). In diminuzione, di contro, le esportazioni verso i paesi extra UE come la Svizzera (-10,4%), Stati Uniti (-2,3%), Giappone (-8,9%) e Regno Unito (-1,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello settoriale, la crescita delle esportazioni nei primi nove mesi del 2021 si deve soprattutto all’incremento di vendite di metalli di base e prodotti in metallo (+31,0%), dei , mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi, (+26,0), apparecchi elettrici (+25,2%), macchinari e apparecchi NCA (+19,1%), prodotti e sostanze chimici (+18,7%)</p>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>PAESE</td><td>EXPORT</td></tr><tr><td><strong>Germania</strong></td><td><strong>+12,5%</strong></td></tr><tr><td><strong>Francia</strong></td><td><strong>+8,8%</strong></td></tr><tr><td>Stati Uniti</td><td>-2,3%</td></tr><tr><td>Svizzera</td><td>-10,4%</td></tr><tr><td>Regno Unito</td><td>-1,7%</td></tr><tr><td><strong>ASEAN</strong></td><td><strong>+3,2%</strong></td></tr><tr><td><strong>Cina</strong></td><td><strong>+8,0%</strong></td></tr></tbody></table><figcaption><em>Variazione annua sulle esportazioni</em></figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonti: Istat 17 novembre 2021</em></p>
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		<title>La ripartenza record della meccanica varia nel 2021.</title>
		<link>https://studio-pangea.com/ripartenza-record-meccanica-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 08:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I numeri record della meccanica varia nel 2021 stanno facendo dimenticare in fretta il 2020 a tutto il settore. Nel 2021, infatti, c’è stato un incremento del +15,2% del valore della produzione, che si attesta ora a 52 miliardi di euro, rispetto a quanto registrato nel 2020. Non è solo la produzione a far segnare [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I numeri record della meccanica varia nel 2021 stanno facendo dimenticare in fretta il 2020 a tutto il settore.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2021, infatti, c’è stato un incremento del +15,2% del valore della produzione, che si attesta ora a 52 miliardi di euro, rispetto a quanto registrato nel 2020.<br><br>Non è solo la produzione a far segnare valori record. Anche le esportazioni, stando sempre alle stime di <em>Federazione ANIMA Confindustria</em>, crescono circa del +15,0%, con un valore di oltre 29,6 miliardi di euro (equivalente al 57,0% circa del totale dei ricavi del settore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ripartenza sarebbe stata trainata dagli incentivi fiscali realizzati per arginare gli effetti della Pandemia, incentivi che hanno spinto le aziende ad investire, portando la quota degli stessi investimenti a crescere del +3,4% rispetto allo scorso anno (per un valore di 1,24 miliardi di euro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo <em>Federazione ANIMA Confindustria</em> si tratterebbe di una situazione simile a quanto già successo con gli <em>Incentivi Industria 4.0</em> voluti dal <em>MISE</em>.</p>



<h4 class="has-text-color wp-block-heading" style="color:#075e84">Vuoi far crescere al meglio il tuo business nel settore dell&#8217;automazione? Contattaci subito!</h4>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Italia quarto fornitore di macchinari agricoli in Romania</title>
		<link>https://studio-pangea.com/italia-quarto-fornitore-macchinari-agricoli-romania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[fumagalli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 17:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
		<category><![CDATA[automazione]]></category>
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		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crescita del settore agricolo romeno fa bene all&#8217;export di macchinari italiani. La Romania importa sempre più macchinari agricoli dal nostro Paese: nel 2020 l’Italia ha esportato macchinari agricoli per 91 milioni di euro (dati FederUnacoma), diventando il quarto fornitore principale. Il boom delle esportazioni di macchine per l’agricoltura è la reazione ai numeri sempre [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crescita del settore agricolo romeno fa bene all&#8217;export di macchinari italiani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Romania importa sempre più macchinari agricoli dal nostro Paese: nel 2020 l’Italia ha esportato macchinari agricoli per 91 milioni di euro <em>(dati FederUnacoma)</em>, diventando il quarto fornitore principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il boom delle esportazioni di macchine per l’agricoltura è la reazione ai numeri sempre più positivi registrati nella produzione locale che, nel 2021, ha raggiunto livelli record da quando la Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno la produzione di grano è cresciuta di più del doppio rispetto a quanto raggiunto nel 2020, passando dalle 6,4 milioni di tonnellate dello scorso anno alle 11,3 milioni di tonnellate del 2021.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un incremento che interessa tutto il settore agricolo romeno, la cui produzione totale si attestava su un valore di 19 miliardi di euro nel 2019, con un tasso di crescita pari al +13,7% (rispetto alla crescita media dei paesi UE pari al +6,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese agricole in Romania puntano sull’innovazione, sulla conversione verso modelli di business sempre meno tradizionali, attirando investimenti sempre più su larga scala e con margini di crescita ad ora vastissimi.</p>



<h4 class="has-text-color wp-block-heading" style="color:#035579">Contattaci per conoscere le migliori strategie nel settore automazione!</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>
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