( Courtesy of ISPI )
In 60 secondi: cosa cambia davvero
Il rischio per le imprese non è più concentrato soltanto sullo Stretto di Hormuz. A settembre la pressione si è allargata al Bab el-Mandeb e al Mar Rosso, mentre attacchi hanno interessato anche infrastrutture energetiche saudite. Il traffico visibile a Hormuz resta molto inferiore ai livelli prebellici, anche se una parte delle petroliere transita con i sistemi di identificazione spenti: questo rende più difficile capire in tempo reale quanto il corridoio sia realmente utilizzabile.
Per un’impresa italiana questo non significa “fermare il Medio Oriente”. Significa invece smettere di considerare rotta, nolo, assicurazione e pagamento come condizioni fisse: vanno verificati prima di ogni spedizione importante. Anche il petrolio, pur essendo sceso verso quota 100 dollari sulla speranza di progressi diplomatici, continua a incorporare una forte componente geopolitica.
Cosa è cambiato: il riferimento al nostro pezzo di luglio
Nel nostro aggiornamento di luglio il punto centrale era già chiaro: una nave che può fisicamente transitare non è necessariamente una spedizione assicurabile, finanziabile e conforme alle sanzioni. Quel ragionamento resta valido.
Oggi, però, il problema operativo è più ampio: Hormuz e Bab el-Mandeb possono creare criticità contemporaneamente. L’avanzata Houthi lungo la costa yemenita e verso aree strategiche del Mar Rosso ha riportato il rischio sulla rotta Suez-Asia proprio mentre Hormuz continua a funzionare in modo irregolare. L’Italia sta infatti preparando misure navali per aumentare la sicurezza dei mercantili italiani nel Bab el-Mandeb.

Mappa operativa aggiornata
La mappa ISW/CTP del 20 settembre mostra il controllo del territorio nelle province yemenite di Hudaydah, Taiz e Lahij, cioè l’area terrestre che condiziona direttamente la sicurezza del Bab el-Mandeb. Mappa ISW/CTP aggiornata al 20 settembre 2026
Per l’impresa la mappa aiuta a capire perché il rischio non riguarda solo “una nave attaccata”, ma la capacità degli attori locali di esercitare pressione continuativa sulle rotte commerciali.
Tre scenari
0–90 giorni: transiti possibili, ma a intermittenza
Probabilità qualitativa: alta. I fattori scatenanti sono nuovi incidenti contro navi, infrastrutture saudite o un ulteriore stallo diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Hormuz continuerebbe a funzionare parzialmente, mentre il Mar Rosso potrebbe alternare aperture e fasi di maggiore cautela.
Per manifatturiero e prodotti agricoli significa soprattutto tempi meno prevedibili; per i servizi, maggior cautela su trasferte e attività in loco. Cosa fare: prima di caricare la merce, ottenere conferma scritta da spedizioniere, assicuratore e banca che quella specifica rotta e quelle controparti siano accettabili. Non basta avere un contratto già firmato.
90–180 giorni: possibile de-escalation, ma senza ritorno immediato alla normalità
Probabilità qualitativa: media. Un accordo su Hormuz, minori attacchi nel Mar Rosso e il pieno recupero delle vie alternative saudite ridurrebbero la tensione. Tuttavia noli, assicurazioni e controlli bancari potrebbero rimanere più onerosi.
La decisione da preparare è quindi una doppia soluzione logistica: sapere già quanto costa e quanto tempo richiede spedire via Suez oppure deviare, evitando di cercare un’alternativa quando la crisi è già esplosa.
Oltre 360 giorni: il rischio geopolitico entra nel normale costo di fare affari
Probabilità qualitativa: media. Se non emergerà un sistema regionale stabile per Hormuz e Mar Rosso, le imprese dovranno incorporare strutturalmente maggiore volatilità nei rapporti con il Golfo.
Questo significa valutare magazzini regionali, più fornitori, più banche utilizzabili e contratti che consentano di trasferire almeno parte degli aumenti di energia, noli e assicurazioni al prezzo finale.
Impatti trasversali per imprese italiane
Export. I controlli statunitensi sulle reti finanziarie, marittime e logistiche legate all’Iran sono aumentati, mentre restano in vigore le misure UE relative anche alla libertà di navigazione a Hormuz. Nel concreto, la banca può chiedere informazioni aggiuntive su beneficiario effettivo, nave, intermediari e banca corrispondente prima di autorizzare un pagamento.
Investimenti. Non significa bloccare i progetti nel Golfo, ma ridurre l’irreversibilità: dividere l’investimento in fasi, collegare le tranche a condizioni precise e prevedere clausole su cambio normativo, trasferimento dei fondi e forza maggiore.
Catena di fornitura. Preparare una rotta alternativa prima che serva. Per le merci urgenti può significare combinare mare e aereo; per quelle meno urgenti, conoscere in anticipo costi e tempi della deviazione.
Energia e materie prime. Non guardare solo il Brent. S&P segnala che le perturbazioni del Golfo stanno modificando anche disponibilità di determinate qualità di greggio, noli e premi logistici: quindi il prezzo dell’energia industriale può rimanere volatile anche quando il petrolio scende per qualche seduta.
Decisioni consigliate nelle prossime 2 settimane
- Classificare gli ordini MENA per urgenza e margine: capire quali consegne possono assorbire una deviazione e quali no.
- Chiedere all’assicuratore cosa è realmente coperto: non solo “siamo assicurati”, ma guerre, deviazioni, franchigie ed esclusioni della rotta concreta.
- Far validare il pagamento prima della spedizione: cliente, proprietà effettiva, banca e intermediari.
- Ridurre la validità dei preventivi: evitare di garantire per mesi noli o costi energetici che possono cambiare rapidamente.
- Preparare una rotta B e scorte selettive: proteggere solo materiali realmente critici, evitando di immobilizzare capitale in magazzino senza necessità.
Indicatori da monitorare
Hormuz: transiti e incidenti indicano l’effettiva accessibilità; Bab el-Mandeb: attacchi e controllo costiero misurano il rischio Suez; oleodotto Est-Ovest saudita: misura la capacità di aggirare Hormuz; premi assicurativi e noli: mostrano il rischio percepito dagli operatori; Brent, diesel e GNL: anticipano pressioni sui costi; nuove liste OFAC e UE: possono bloccare pagamenti o controparti; avvisi sulle rotte aeree: incidono su trasferte e servizi; colloqui USA-Iran-Golfo-Oman: possono modificare rapidamente il premio geopolitico.
Operativamente
Se vuoi supporto per identificare quale sia l’impatto sulla tua azienda, Pangea Studio Associato può analizzare Paesi, clienti, rotte, banche, condizioni di pagamento e alternative logistiche, trasformando il rischio geopolitico in una matrice operativa: spedire, attendere, cambiare rotta o modificare le condizioni commerciali. Contatto: info@studio-pangea.com.

