Svolta sui dazi USA : opportunità concrete di rimborso per chi esporta negli Stati Uniti

Agisci subito per il rimborso dei dazi con una strategia “belt and suspenders” davvero il rimborso: conta l’Importer of Record

Il 20 febbraio 2026 la U.S. Supreme Court ha stabilito che i cosiddetti “IEEPA tariffs” (dazi introdotti facendo leva sull’International Emergency Economic Powers Act, una legge pensata per gestire emergenze nazionali) non possono essere imposti con quella base giuridica. Per molte imprese che esportano negli Stati Uniti la domanda è immediata: possiamo recuperare i dazi pagati? In diversi casi sì, ma non esiste un rimborso automatico: bisogna muoversi con metodo, rispettando procedure e scadenze.

Chi può chiedere davvero il rimborso: conta l’Importer of Record

Negli USA la richiesta di rimborso doganale, di regola, è nelle mani di chi risulta Importer of Record (IOR), cioè l’“importatore ufficiale” indicato nella dichiarazione doganale: è il soggetto responsabile verso la dogana (CBP – U.S. Customs and Border Protection) per pagamento dei dazi e correttezza dei dati.
Questo significa che, se vendete DDP (Delivered Duty Paid: il venditore si fa carico anche dei dazi) e l’IOR è la vostra società, oppure una vostra controllata/distributore USA, avete una strada più diretta. Se invece l’IOR è il vostro cliente americano, il rimborso – se ottenuto – arriverà a lui, e voi potrete beneficiarne solo indirettamente tramite clausole contrattuali (conguagli prezzo, indennizzi, restituzione dei “tariff surcharges”).

Un punto spesso sottovalutato dagli esportatori europei: anche una società italiana può essere IOR (come “non-resident importer”), senza per forza avere una struttura negli USA. In pratica serve una corretta registrazione operativa e quasi sempre un customs bond: una garanzia (assicurativa/fideiussoria) che copre obblighi e possibili contestazioni doganali.

Blocchi in formazione e “autonomia strategica” europea

Ogni importazione è legata a una entry, la pratica con cui la merce entra “for consumption” negli Stati Uniti. A un certo punto CBP effettua la liquidation (liquidazione): l’atto con cui “chiude” la pratica, rendendo definitivi dazi e classificazioni.

  • Se l’entry non è ancora liquidata, spesso è possibile intervenire prima della chiusura con correzioni/amendment (di solito tramite broker).
  • Se l’entry è già liquidata, la contestazione passa normalmente dal protest: un ricorso amministrativo contro la decisione CBP, che va presentato entro 180 giorni dalla liquidazione.

Cosa fare concretamente (e perché molti puntano a “preservare” il diritto)

Primo passo: fare un inventario “entry-by-entry” delle importazioni interessate, distinguendo i dazi IEEPA da altri regimi (ad esempio Section 232 o Section 301, che seguono logiche diverse). Qui la documentazione è decisiva: CBP Form 7501 (Entry Summary), prove di pagamento, codici tariffari, e soprattutto l’indicazione di chi è l’IOR per ciascun flusso.

Secondo passo: mettere in sicurezza i diritti. Poiché la sentenza non ha creato un percorso di rimborso automatico, molti operatori stanno adottando un approccio prudente: oltre alle strade amministrative (pre-liquidazione o protest), valutano anche iniziative davanti alla Court of International Trade (CIT), la corte federale specializzata in materia doganale, per “preservare” il diritto al rimborso. La scelta dipende da importi, scadenze e profilo di rischio.
Terzo passo: monitora il contesto.

Negli ultimi mesi si registra un clima di enforcement più severo e circola molta disinformazione operativa: per questo è fondamentale una regia unica tra amministrazione, supply chain, commerciale, broker e counsel USA.

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  1.  Il rimborso non è automatico: serve una strategia e prove documentali.
  2. Conta chi è l’Importer of Record: di norma è l’unico che può chiedere direttamente.
  3. La variabile chiave è entry liquidata o non liquidata (e quindi le scadenze).
  4. Se liquidata, il protest va presentato entro 180 giorni dalla liquidazione.
  5. Molti importatori “preservano” il diritto valutando anche il canale CIT, oltre alle vie CBP

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